L’errore della finestra rotta

Annunci

13 thoughts on “L’errore della finestra rotta

  1. pcommendatore ha detto:

    It is left to the students discovering the fallacies of the fallacy! If any….

    PC

  2. lawandeconomics ha detto:

    A beneficio di coloro i quali non hanno grossa dimestichezza con l’inglese, riporto la descrizione della fallacia (descritta originariamente dall’economista francese Frédéric Bastiat) che si può leggere sulla pagina di Wikipedia:

    “Il racconto descrive la storia di un commerciante a cui un ragazzino rompe una finestra. I passanti simpatizzano con il commerciante, ma presto cominciano a suggerire che la rottura della finestra crea lavoro per il vetraio, che potrà comprare del pane, creando lavoro per il panettiere, che potrà comprare scarpe, creando lavoro per il calzolaio, ecc. Infine, i passanti concludono che il ragazzino non sia colpevole di vandalismo; lo ritengono invece un pubblico benefattore, avendo la sua azione generato benefici economici per tutti in città.
    Il racconto della finestra rotta originale del Bastiat suona circa così:
    “Avete assistito alla rabbia del buon commerciante, James Goodfellow, quando il suo sbadato figlio ruppe un vetro? Se siete stati presenti ad una tal scena, potrete sicuramente testimoniare che ogni spettatore, dei trenta presenti, apparentemente di comune accordo, offriva allo sfortunato commerciante questa consolazione: “È un vento cattivo quello che non porta benefici a nessuno. Ognuno deve vivere e che cosa sarebbe dei vetrai se i vetri non si rompessero mai?”
    Ora, questa consolazione contiene un’intera teoria, che sarà bene spiegare in questo caso semplice, dato che è precisamente la stessa che regola infelicemente la maggioranza delle nostre istituzioni economiche.
    Supponiamo che riparare i danni costi 6 franchi, quindi l’incidente porta 6 franchi agli affari del vetraio – aumenta il suo fatturato di 6 franchi – ve lo assicuro; non ho niente in contrario, il ragionamento è giusto. Il vetraio viene, fa il suo lavoro, riceve i suoi 6 franchi, si frega le mani e, in cuor suo, benedice il ragazzino. Tutto questo è quello che si vede.
    Ma se, d’altra parte, giungete alla conclusione, come è troppo spesso il caso, che è una buona cosa rompere le finestre, che induce i soldi a circolare e che l’incoraggiamento del commercio sarà generalmente il risultato di ciò, mi obbligherete ad esclamare, “Fermi lì! La vostra teoria è limitata a ciò che si vede; non tiene conto di ciò che non si vede.”
    Non si vede che, poiché il nostro commerciante ha speso 6 franchi per una cosa, non può spenderli per altro. Non si vede che se non avesse avuto una finestra da riparare, forse avrebbe sostituito le sue vecchie scarpe, o aggiunto un altro libro alla sua biblioteca. In breve, avrebbe impiegato i suoi 6 franchi in qualche modo, che questo incidente ha impedito.
    L’errore nell’argomento dei passanti è che hanno considerato i benefici dell’acquisto della nuova finestra, ma hanno ignorato i costi nascosti al commerciante e agli altri. Egli è stato costretto a spendere i suoi soldi su una nuova finestra e quindi non potrà spenderli per qualcos’altro. Forse stava andando a comprare il pane, beneficiando il panettiere, che a sua volta avrebbe comprato delle scarpe, ecc., ma invece è stato costretto a riparare una finestra. Anziché una finestra ed un pane, ha soltanto una finestra.
    O forse avrebbe comprato una nuova camicia, beneficiando il sarto; in questo caso il guadagno del vetraio è la perdita del sarto ed il commerciante ha ancora soltanto una finestra anziché una finestra ed una camicia. Il ragazzino non ha portato alcun beneficio netto alla città. Invece, ha reso la città più povera del valore di una finestra.”

  3. Cipolla Tonante a Pomodoro Seduto: AUGH? ha detto:

    G.ood M.orning!
    la finestra rotta ha l’odore sgradevole di un’imposta che il commerciante paga alla collettività. certo se il ragazzino avesse messo ko con un colpo solo una finestra di casa Scrooge, non Scrooge, avrebbe risvegliato denari che da tempo immemore giacevano inerti all’ombra di un quadro polveroso o nel pingue addome di un porcellino di ceramica, dando così una leggera spinta all’economia e portando a una redistribuzione di ricchezze più equa.
    ma se valutiamo negativamente i costi che si nascondono dietro questi benefici sociali in termini di occasioni perse o, peggio, di opportunità sacrificate dal commerciante, che sicuramente avrebbe destinato ad altri consumi i suoi 6 franchi, potremmo giudicare con sfavore non solo il sistema tributario, che preleva risorse con cui lo Stato finanzia servizi che offrono a ciascun individuo una diversa utilità, di segno positivo o negativo, ma anche la politica di governo che redistribuisce diritti e doveri nella società e tutti i meccanismi distorsivi delle scelte individuali.
    la conclusione parrebbe quella di lasciare i mercati e gli individui liberi e senza controllo. ma poi come la mettiamo con le istanze di giustizia distributiva e di eguaglianza sociale o con le inefficienze allocative da freeriding? questo discorso sembra un cane che si morde la coda! e ora agli economisti l’ardua sentenza.

    la morale della storia della finestra rotta è che c’è un “costo” nascosto dietro ogni beneficio e anche dietro un post di questo blog.

  4. lawandeconomics ha detto:

    “certo se il ragazzino avesse messo ko con un colpo solo una finestra di casa Scrooge, non Scrooge, avrebbe risvegliato denari che da tempo immemore giacevano inerti all’ombra di un quadro polveroso o nel pingue addome di un porcellino di ceramica, dando così una leggera spinta all’economia e portando a una redistribuzione di ricchezze più equa.”

    Mi sembra difficile sostenerlo. L’aumento della massa monetaria in circolazione avrebbe l’effetto di incrementare il livello dei prezzi, ma non costituirebbe una variazione positiva della ricchezza disponibile. Riguardo ai beni pubblici, invece, in teoria lo stato dovrebbe fornirli qualora i benefici netti della fornitura privata – inclusi quindi i costi di transazione – fossero inferiori a quelli della fornitura pubblica. L’esperienza storica purtroppo insegna che le considerazioni di efficienza sono raramente al vertice degli interessi dei policy-makers. Infine, diritti e doveri dovrebbero essere situazioni giuridiche che nascono da obblighi di legge, non da azioni discrezionali del governo. Il legame con la fallacia della finestra rotta in questo caso è tenue.

  5. Cipolla Tonante a Pomodoro Seduto: AUGH? ha detto:

    se la finestra di Scrooge cadesse a pezzi in un’economia di sottoccupazione, un aumento dell’offerta di moneta non porterebbe a una diminuzione del tasso d’interesse, favorendo gli investimenti e la crescita economica?

  6. lawandeconomics ha detto:

    Riecco la fallacia della finestra rotta! Nell’analisi bisogna considerare costi e benefici anche lontani nel tempo, non solo quelli immediati. E’ vero che in un’economia in depressione ci sarebbe (forse) una caduta del tasso d’interesse e nuovi investimenti in risposta a un incremento dell’offerta di moneta, ma non è detto che nel lungo periodo questi investimenti si rivelino effettivamente profittevoli.

  7. Cipolla Tonante a Pomodoro Seduto: AUGH? ha detto:

    se nella storia della finestra rotta si mettono a confronto i tre stati del mondo:

    nel primo ci sono la finestra e i 6 franchi del commerciante;
    nel secondo ci sono i 6 franchi ma la finestra è rotta;
    nel terzo c’è solo la finestra nuova, perché i sei franchi li ha portati via il vento ad impollinare nuovi fiori;

    sono d’accordo con la matematica che nel primo dei tre il commerciante era più contento e anche l’economia (maybe) stava meglio (who knows?).

    ma se è vero che non c’è una palla di vetro per prevedere il rendimento di un progetto d’investimento, non è questo un motivo forte per chiudere nel cassetto le idee e i progetti e coprire con un velo nero le azioni economiche di lungo termine.

    se la fallacia della finestra rotta vuol mostrare che i risultati di lungo termine che si otterrebbero dall’impiego dei sei franchi nell’acquisto dal vetraio non necessariamente sono migliori di quelli che si sarebbero prodotti lasciando libero il commerciante di fare le sue scelte, allora sono d’accordo anch’io.

    e sono d’accordo, soprattutto, con le dovute conseguenze nell’immediato giudizio su un’economia più libera o meno libera.

    se invece c’è dell’altro, allora mi sono perso nel ragionamento 😦 (e la faccina triste non può mancare)

    ma resto dell’opinione che, finestra rotta o no, svecchiare la moneta di Scrooge e portarla all’aria aperta sia un’ottima idea, salutare per l’economia.

  8. lawandeconomics ha detto:

    “ma resto dell’opinione che, finestra rotta o no, svecchiare la moneta di Scrooge e portarla all’aria aperta sia un’ottima idea, salutare per l’economia.”

    E se Scrooge non fosse d’accordo? 😉

  9. Cipolla Tonante a Pomodoro Seduto: AUGH? ha detto:

    gli rompiamo le finestre 😀

  10. pcommendatore ha detto:

    Il video proposto però non parla solo di finestre rotte… ma sembra equiparare la spesa in opere pubbliche alla spesa in armamenti. Da cui: spesa pubblica brutta – spesa privata bella. Siamo tutti d’accordo che un vestito nuovo è meglio di una finestra rotta/poi aggiustata, ma utilizzare questo stratagemma per dire che ad ogni spesa pubblica corrisponde un danno per i cittadini equivale a buttar via il bambino con l’acqua sporca.

    Per quanto riguarda Ebenezer Scrooge poi non c’è bisogno di rompergli alcuna finestra… basta aspettare il 25 Dicembre e lasciar fare al fantasma dei Natali passati a quello del Natale presente e a quello dei Natali futuri… 😛

    PC

  11. Cipolla Tonante a Pomodoro Seduto: AUGH? ha detto:

    se “il bambino” fosse stato il Signor B (che è il punto di massimo dolore per un popolo in crisi depressiva, mentre il Signor G, come i manuali di economia definiscono la spesa pubblica, è il punto di massimo piacere per un’economia in crisi depressiva*), lo avrei buttato via anche con l’acqua pulita e mai spreco sarebbe stato più utile.

    ma siamo di fronte a una questione di fede?

    o crediamo che il sistema tributario offra un servizio pubblico di “riciclaggio di utilità”, trasformando le risorse di alcuni in benessere di tutti (e colgo la rima per una riflessione inutile: l’immondezza ha un valore di scambio nullo ma un alto valore d’uso, su cui però a Napoli non si riesce ad investire), perché lo Stato, operando una raccolta differenziata di gettito, moltiplica gli effetti positivi sull’economia attraverso un’opportuna riallocazione del prelievo; o non ci crediamo?

    in tal caso ogni sforzo di convincimento sarebbe vano.

    accettando il danno sull’economia, portato dal non avere svegliato le monetine addormentate di mr Scrooge al suon di vetri infranti, e rimettendoci all’intervento risolutore ma incerto dei fantasmi dei natali passati, presenti e futuri, non cadiamo nell’errore della finestra rotta? o il mio è solo un gioco di parole?

    *(con rispetto per la spesa pubblica ed altro, non per il signor B)

    • lawandeconomics ha detto:

      Le questioni sollevate sono due: (1) se la distruzione di un bene comporta una crescita del PIL e (2) se il sistema tributario è in grado di migliorare il benessere sociale. Alla prima domanda credo che si possa ragionevolmente rispondere di no: ovviamente, questo non implica (come si vede invece nel filmato) che qualsiasi bene prodotto dal settore pubblico costituisca un male di per sé. Riguardo alla seconda domanda, non credo che si tratti di una questione di fede, ma è vero che le argomentazioni portate spesso nulla hanno a che vedere con una corretta impostazione economica e fanno invece riferimento a concetti vaghi e arbitrari.

  12. Amaro d'Utilitarismo, liquore d.o.p. ha detto:

    già, ma il PIL non racconta tutta la storia…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: