A proposito del disastro educativo

Nel sentire comune l’incomunicabilità tra la cultura umanistica e quella scientifica è considerata come un dato di fatto indiscutibile. Talora anche gli studenti di giurisprudenza stentano a percepire il valore del metodo scientifico e tendono a nutrire un’istintiva repulsione per tutto ciò che è matematico e analitico. L’idea scorretta che la comprensione della matematica sia un dono di natura viene nutrita e rafforzata da una formazione della scuola superiore che ha smarrito il senso stesso della scienza perché la riduce a un insieme di concetti slegati e puramente strumentali alla risoluzione di questioni pratiche. A questo proposito, riportiamo un brano tratto da un recente volume del Prof. Giorgio Israel, che ci auguriamo possa stimolare il dibattito e la riflessione tra gli studenti e i docenti. I vostri interventi e suggerimenti anche su questi argomenti sono sempre i benvenuti.

Chi sono i nemici della scienza? Riflessioni su un disastro educativo e culturale e documenti di malascienza

[…] Da un lato, non si è affatto attenuato il tradizionale disprezzo per le scienze, e la matematica in particolare, diffuso in molti ambienti delle facoltà umanistiche e che si esprime nelle solite tiritere snobistiche: «Di matematica non ho mai capito nulla», «solo a vedere un numero o una formula mi sento male», e via dicendo. L’aspetto tragicomico della faccenda è che questo accade mentre di scienza si parla sempre più (e sempre peggio) dappertutto. Dall’altro lato, gli studenti delle facoltà scientifiche ricambiano in forme che non si erano mai viste: scrivendo come semianalfabeti, brutalizzando sintassi e grammatica e quasi se ne vantano. Persone che spendono senza esitare per scarpe griffate non sono disponibili a spendere una somma di denaro insufficiente a pagarsi una pizza e una birra per acquistare un libro in cui siano esposti in modo ordinato e organico i contenuti di un corso, ed è fuori dal loro orizzonte l’ambizione di costruirsi una piccola o grande biblioteca personale. Chiedono soltanto dispense, non importa quanto sommarie e sgangherate, purché gratuite e contenenti esattamente le nozioni necessarie a superare un esame, e non una riga di più. Naturalmente questo non è colpa delle persone, che sono intelligenti e potenzialmente capaci come prima, bensì di un sistema dell’istruzione universitaria sempre più ridotto a somministrare nozioni e a fare esami (valutare), ovvero ridotto a una macchina cieca e rozza che con la cultura non ha nulla a che fare e che educa anzi all’incultura. La radice di questo imbarbarimento sta nella riduzione del sistema dell’istruzione a un apparato il cui esclusivo compito è dispensare «competenze» e «certificarle», in nome del «passaggio della cultura delle discipline alla cultura delle competenze», secondo l’orrido lessico pedagoghese.

da Giorgio Israel, Chi sono i nemici della scienza, Lindau, Torino, 2008, p. 39.

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4 thoughts on “A proposito del disastro educativo

  1. Enrico ha detto:

    Beh,io credo che la repulsione sia più che altro frutto della paura per ciò che non si conosce o che non si può intuire nell’immediato.
    Io ,come molti, vengo da una formazione umanistica avendo fatto studi classici,e di matematica ne mastico davvero poca;ciò però non toglie che se avessi (avuto) tempo in più da dedicare a questa materia,probabilmente mi sarei appassionato;ricordo che al primo anno di ginnasio ebbi un pò di problemi con la materia,così i miei genitori mi mandarono da un amico di famiglia per qualche ripetizione,e questo professore grazie al suo modo di fare,mi faceva capire non solo la matematica,ma soprattutto il ruolo che la stessa svolge nella vita di tutti i giorni.E da allora la mia prospettiva è stata proprio questa,anche nell’approccio al diritto.Riesco,ad es.,ad imparare un contratto solo se lo rapporto alla vita reale ed ai problemi reali che le diverse regole contribuiscono a risolvere.

  2. gianmaria mazzaracchio ha detto:

    tra i nemici della scienza additerei LA CENSURA…

    la censura è un mostro di carta che mangia le idee, un orribile creatura che invade i campi delle scienze, lasciandosi dietro solo terra bruciata.

    il seme della cultura non è un soldo di metallo.

  3. gianmaria mazzaracchio ha detto:

    una tarda e sonnolenta mattina di festa, vagando senza meta tra le pagine del web, sono inciampato in una recensione della “teoria dei sentimenti morali”.

    lì si accennava brevemente alla censura religiosa.

    numeri e parole sono segni grafici, portatori delle medesime idee: i numeri, più agili e veloci, snelliti dell’ingombrante verbosità delle cugine parole, comunicano il messaggio in pochi quadretti senza occupare lunghi righi di blablablà 😀

    c’era una volta la matematica? per chi è rimasto chiuso fuori, si può ancora bussare alla porta della matematica. finché c’è vita intelligente nella stanza dei pensieri, c’è speranza.

    parola di liceo classico. rendiamo grazie alla matematica.

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