Ask your Professor

Nella lista di discussione telematica interna alla II seconda cattedra è stata posta la seguente domanda:
Ai fini dell’esame e di una buona comprensione degli argomenti è sufficiente integrare dal libro solo gli argomenti trattati da Lei durante le lezioni, o necessariamente anche tutti gli altri?

Risponde il Prof. Carlo Panico:
Il contenuto delle lezioni ha come obiettivo quello di aiutarvi a leggere il libro. A lezione semplifico al massimo, do informazioni storiche che il libro non potrebbe dare, informazioni su come è organizzato il ragionamento, ecc. Tutti elementi che in un libro di testo (che ha sempre un limite nel numero di pagine) non trovereste. Una cosa è parlare, un’altra scrivere. Quando parlo, cerco di attrarre la vostra attenzione e di motivarvi ad approfondire. Se dovessi scrivere, farei le cose differentemente, sicuramente in forma più anonima. Non si tralasci quindi il libro di testo per quello che ascolta a lezione e non si dimentichi che, come ho detto il primo giorno, per apprendere bisogna essere attivi. Mai imparereste a diventare dei buoni tennisti senza andare sul campo a fare allenamento e guardando solo i tornei alla televisione.

Aggiungo: il tempo concesso per le lezioni non è infinito. Se aumento il numero degli argomenti trattati devo rendere più breve l’approfondimento di ognuno. Personalmente, reputo più opportuno dare più informazioni su meno argomenti che meno informazioni su più argomenti. Se apprendete bene il metodo, il linguaggio e il legame che c’è tra la storia e l’evoluzione delle teorie e delle analisi economiche, maturate intellettualmente e diventate più capaci di affrontare altri argomenti della stessa disciplina.
Forse mi sbaglio nello scegliere questa linea di condotta che viene dalla mia esperienza di studente e di docente. Spero però, nel vostro interesse, di non sbagliarmi troppo.

Mi permetto infine di suggerire di usare il blog per discutere queste cose. Con il blog, le email che inviate sono lette anche dai vostri colleghi. Se usate la posta elettronica, le leggo solo io. A voi la scelta, naturalmente. Ma forse è utile discutere della didattica tutti insieme. Che ne pensate?

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76 thoughts on “Ask your Professor

  1. nikole ha detto:

    buon pomeriggio professore,sono una studentessa del terzo anno e vorrei iniziare a studiare il suo esame.Le volevo chiedere se le esercitazioni che trovo qui sono le uniche oppure ce ne sono delle altre che possono essere utili ai fini della preparazione.La ringrazio.

  2. Fulvio ha detto:

    L’uso di nuovi strumenti informatici quali il blog è sicuramente molto utile a noi studenti.

    Ringrazio il Prof. Panico ed i suoi collaboratori per aver creato questo utilissimo strumento di comunicazione!

  3. carlo panico ha detto:

    Mi perdoni, ma non capisco bene la sua domanda: a quali esercitazioni si riferisce?
    Cordiali saluti
    Carlo Panico

    PS: Forse è opportuno che indichiate di volta in volta a quale dei docenti di Economia state rivolgendo la domanda

  4. amedeo ha detto:

    ciao a tutti, tornando a casa ho provato ad ascoltare la registrazione di ieri, ma non si sentiva bene. c’è qualcuno che ha la registrazione della lezione del prof. Panico ?

    • carlo panico ha detto:

      C’è una studentessa che sta cercando di collaborare con noi a rendere le registrazioni disponibili. Non conosco il suo nome. Sicuramente sta facendo un servizio per tutti. Se vuole manifestarsi vediamo come procedere nella soluzione dei problemi.
      Carlo Panico

      • Fulvio ha detto:

        Chiedo scusa se non ho risposto prima ma volevo rendere noto che
        anche io professor Panico sto registrando le Sue lezioni ed ovviamente posso metterle a disposizione di tutti.
        Se mi indica a quale indirizzo mail (o altra procedura da seguire) per inviare i file procedo quanto prima.

      • carlo panico ha detto:

        Caro Fulvio,
        mi rivolgo a lei così perchè non conosco il suo cognome, grazie per mettere a disposizione la registrazione. Posso chiederle di entrare in contatto con il dott. Valerio Filoso che è di gran lunga più esperto di me su queste cose. Il suo indirizzo email è filoso@unina.it
        A presto
        Carlo Panico

      • Maria Antonia ha detto:

        mi scusi professore, non riesco a scaricare alcuni files dalla pagina perchè il mio antivirus dice che si tratta di “sito inserito nella lista dei potenzialmente pericolosi”. E’ un vero peccato perchè ogni materiale postato risulta utilissimo agli studenti. Potrebbe farmi sapere come procurarmi i files in modo alternativo, soprattutto quelli relativi alle lezioni? Grazie per tutto!

  5. nikole ha detto:

    Professore mi riferisco alle esercitazioni che trovo cliccando alla voce “studio” di questo blog, insieme alle dispense di microeconomia.
    La ringrazio per l’attenzione.

    • carlo panico ha detto:

      Quelle che si trovano alla voce “studio” di questo blog sono delle dispense di un corso di microeconomia tenuto presso l’Università di Cagliari da un altro docente. Sono utili per chi vuole farsi un’idea o approfondire come si può studiare la materia. Forse Valerio Filoso, che sta avendo un ruolo chiave nella realizzazione di questo blog, può aggiungere, se vuole, qualche sua riflessione su questo commento.

      • lawandeconomics ha detto:

        Sì, si tratta di slides di microeconomia preparate dal Prof. Romano Piras. Trovo che siano particolarmente chiare e sintetiche e che possano fornire un supporto utile per fissare i concetti. Ovviamente, si tratta di una lettura opzionale.

        Valerio Filoso

  6. Chiara ha detto:

    Ciao a tutti!! Ragazzi, scusate, ma su quale link devo andare per trovare il file text.intro che il Prof. ci disse di scaricare??? Non lo trovo!! Grazie =)

  7. cristina ha detto:

    salve a tutti,c’è qualcuno che può dirmi per piacere il prof. panico cosa ha spiegato mercoledì 21 ottobre ,dato che nn sono potuta venire a lezione?? grazie mille!

    • carlo panico ha detto:

      Ho completato la trattazione della bilancia dei pagamenti e ho cominciato a spiegare le diverse teorie della distribuzione.

  8. Chiara ha detto:

    Già andai su questo link, ma mi dice “page cannot be found” :\ Non c’è un altro modo??

    • carlo panico ha detto:

      Non vorrei sbagliarmi: provi a insistere facendo click su “Migrazione” e procedendo alla ricerca del file. Se sbaglio, chiedo scusa
      Carlo Panico

  9. amedeo ha detto:

    scusate se insisto qualcuno ha la registrazione di martedi del prof Panico vorrei riascoltarla?

  10. Elvis ha detto:

    Buongiorno prof. Panico,
    la ringrazio tanto per questa iniziativa perchè il blog, oltre ad essere un punto di incontro per discussioni e confronti sulla materia, può diventare un ottimo supporto per lo studio se integrato anche e soprattutto da noi studenti che ne siamo i maggiori fruitori. Proprio per questo vorrei avanzare una proposta ai miei colleghi e a lei prof. Panico: rendere disponibile l’audio delle lezioni è già una gran cosa, (soprattutto per me che sono stata abbandonata dal mio mp3 sulla bilancia dei pagamenti sigh!!!), ma potremmo venirci ancora più incontro se noi studenti curassimo uno schema riassuntivo della lezione del prof. e lo rendessimo disponibile qui sul blog o sul sito di docenti; quando però gli argomenti sono più complessi e richiedono, accanto alla lezione vera e propria la strutturazione di schemi (tipo la IS LM, curva di Philips ecc ecc) potremmo farci aiutare dal prof. Panico che, sempre se è possibile, potrebbe rendere disponibili qui sul blog le slide che usa a lezione ^______^ La mia proposta è azzardata, me ne rendo conto, e le chiedo scusa prof. Panico se posso sembrarle impertinente, però credo che un lavoro di gruppo di questo tipo potrebbe davvero essere un valido aiuto e permetterci di dare più attenzione ai vari argomenti senza perdere molto tempo in vista della prova scritta. Se ciò è possibile occorrono un coordinatore e 25/30 anime pie che si accollino una lezione (chiaramente io mi offro volontaria). Che ne dite?

    • carlo panico ha detto:

      Non è affatto impertinente. Anzi, dice cose importanti e in modo molto appropriato. La sua proposta va nella direzione che speravamo di poter seguire aprendo questo blog. C’è sicuramente la mia collaborazione a vostre iniziative che possono aiutare ad avvicinarsi alla materia. Vediamo come possiamo fare a realizzare qualcosa di utile. Stiamo sperimentando, ma le novità non ci devono spaventare e sono sicuro di avere su questo l’approvazione degli altri docenti di economia che si appassionano molto sulla didattica e sui temi della nostra disciplina.
      Attendo suggerimenti e invio cordiali saluti
      Carlo Panico

  11. Elvis ha detto:

    Salve prof. Panico,
    sono molto contenta che lei abbia apprezzato la mia proposta. I nuovi strumenti di cui disponiamo oggi ci spingono sicuramente a sperimentare, (cosa non facile), ma possono spingere la didattica a diventare qualcosa di più dell’interazione insegnamento/apprendimento. Purtroppo, ancora non ho avuto risposte da parte dei miei colleghi qui sul blog, quindi credo che sia opportuno parlarne a lezione… Domani appena arrivo in aula sondo il terreno e vedo se riesco a trovare qualche “anima buona” disposta a collaborare.
    Cordiali saluti
    Elvira Mascolo

  12. Mary ha detto:

    elvira,conta pure su di me…come in passato del resto…

  13. antonio ha detto:

    complimenti al prof.Panico e agli studenti per la splendida iniziativa soprattutto per chi,come me,è impossibilitato dal frequentare le lezioni.Volevo chiedere agli studenti che frequentano il blog perchè non organizzare un gruppo per sbobbinare le lezioni?cosi diminuisce il carico di lavoro e massimizziamo il tempo a disposizione per studiare;lascio la mia e mail a chi è interessato all’iniziativa:
    calamandrei@hotmail.it
    un saluto a tutti

  14. gianmaria mazzaracchio ha detto:

    è il posto giusto per porre un quesito? 🙂 …che differenza c’è tra Produttività Marginale del Capitale ed Efficienza Marginale del Capitale?

  15. gianmaria mazzaracchio ha detto:

    mi scuso se la domanda è inopportuna. “italianamente” produttività ed efficienza sono vicine di casa… 😀

  16. carlo panico ha detto:

    Complimenti, ha visto giusto.
    Il termine efficienza marginale del capitale fu usato da Keynes nei lavori preparatori del suo libro “La Teoria Generale dell’Occupazione, Interesse e Moneta” (e poi nel libro stesso) con l’intento di riprendere e adattare alle esigenze del suo nuovo lavoro di ricerca il concetto di produttività marginale del capitale usato da Marshall (Maestro dell’economia politica all’Università di Cambridge, Inghilterra e punto di riferimento per le persone allora più giovani, come Keynes). Nelle analisi di scuola neoclassica la decrescenza della curva dell’effecienza marginale del capitale riflette la decrescenza della curva della produttività marginale del capitale. Aumentando l’impiego di capitale, fermo restando l’impiego degli altri fattori produttivi, il prodotto marginale diminuisce e così pure l’efficienza marginale del capitale. Ritorneremo su questi punti nelle prossime lezioni parlando delle analisi dell’investimento.

  17. gianmaria mazzaracchio ha detto:

    grazie, professore 🙂

    quando ha descritto in un grafico le funzioni della domanda e dell’offerta di lavoro, ha indicato sull’asse delle ordinate il salario REALE perché le variazioni del livello generale dei prezzi, spingendo il salario verso l’alto o verso il basso, influenzano l’equilibrio del mercato del lavoro? se sono fuori strada, chiedo venia 🙂

    • carlo panico ha detto:

      Non mi è chiaro se quello che dice dopo “salario REALE” l’ho detto io o l’aggiunge lei. Potrebbe chiarire meglio a cosa si riferisce e quale è la domanda?
      Un cordiale saluto
      Carlo Panico

  18. gianmaria mazzaracchio ha detto:

    la domanda è se le variazioni del livello generale dei prezzi hanno un ruolo nel determinare l’equilibrio nel mercato del lavoro.

    oggi ha cominciato a parlare del saggio di rendimento di un investimento. posto che l’investimento altro non è che un incremento dello stock di capitale, c’è una qualche relazione tra il saggio di rendimento e il prodotto marginale del capitale?

    grazie di tutto, professore

  19. carlo panico ha detto:

    Sul ruolo del livello generale dei prezzi nell’equilibrio del mercato del lavoro, le devo chiedere di attendere ancora qualche lezione. Quando tratteremo la domanda e l’offerta di lavoro affronteremo questo tema.
    Sulla relazione tra saggio di rendimento e prodotto marginale del capitale, come ricorderà dalla lezione sulle teorie della distribuzione, in equilibrio essi sono uguali. Nelle lezioni di oggi (3 novembre) e domani questo punto verrà approfondito.
    Buon lavoro
    Carlo Panico

  20. rita ha detto:

    buongiorno professore…..mi chiedevo se anche lei come alcuni suoi colleghi…facesse sostenere una prova intercorso….
    grazie mille per la sua disponibilità….
    buono studio a tutti

    • carlo panico ha detto:

      Gentile signorina Rita,
      le prove intercorso sono sul sito della cattedra. Consiglio di fare quelle dell’anno accademico 2004-2005. Le prove A, B e C si riferiscono ai primi 6 capitoli del testo di Macroeconomia. Le prove D, E e F coprono i capitoli fino a 11. Le prove G, H e I coprono gli altri capitoli. Non le faremo in classe. Ognuno può farle a casa sua e autovalutarsi. Ovviamente, se ha problemi può venire al ricevimento.
      Cordiali saluti
      Carlo Panico

  21. rita ha detto:

    grazie mille per la sua tempestiva risposta…e disponibilità…..
    buona giornata….

  22. rita ha detto:

    buongiorno professore…..
    oggi riflettevo sull’ultimo argomento che ha spiegato al corso circa le obbligazioni e le variazioni del saggio di interesse ….e probabilmente mi è sfuggito qcsa…la domanda è questa: se cambia il saggio di interesse cambia anche il valore nominale dell’obbligazione?nell’esempio di oggi se acquisto un’obbligazione al valore nom. 1000 con saggio di interesse 10%….e successivamente il saggio di interesse aumenta del 10% sulle obbligazioni di nuova emissione….il valore 1000 della mia obbligazione diminuisce?….
    ho un po’ di confusione….forse mi sfugge qualcosa o non ho capito nulla…..
    grazie mille in anticipo….

    • gianmaria mazzaracchio ha detto:

      se le obbligazioni di nuova emissione rendono un tasso d’interesse pari al doppio delle precedenti, è probabile che queste ultime subiscano un dimezzamento del loro valore nominale… ma sull’argomento anch’io sono claudicante, perciò sottoscrivo la petizione 😀

      eppure una mucca che fa 20 litri di latte, non può avere lo stesso prezzo di una mucca che ne fa solo 10!

      viva le mucche 😀

      • rita ha detto:

        grazie gianmaria con l’esempio della mucca mi hai chiarito tutto…eheheheh…..:)

      • carlo panico ha detto:

        Ha ragione. Una mucca che fa 20 litri di latte deve avere un prezzo di mercato superiore a quello delle mucche che fanno solo 10 litri di latte.
        Si può fare un discorso analogo per le obbligazioni.
        Complimenti e buon lavoro
        Carlo Panico

      • lawandeconomics ha detto:

        Un’implicazione sorprendente della teoria è che anche il valore di mercato delle mucche varia in risposta a variazioni dei tassi d’interesse!

      • carlo panico ha detto:

        Giusto! I prezzi di mercato dei beni che durano nel tempo oscillano al variare dei saggi di interesse. Queste fluttuazioni dei prezzi di mercato intorno ai prezzi di produzione degli stessi beni stimola l’attività speculativa sulle scorte dei beni e consentendo alla stessa attività speculativa di stabilizzare il funzionamento dei mercati dei beni (non però il funzionamento dei mercati monetari e finanziari).
        E’ difficile che riusciate a comprendere da soli perchè, date le conoscenze che sin qui avete acquisito: se volete, ne parliamo a lezione.
        Cordiali saluti
        Carlo Panico

      • gianmaria mazzaracchio ha detto:

        se i tassi d’interesse salgono, di conseguenza aumenteranno i costi di produzione e quindi i prezzi di vendita, infine s’incrementerà il valore di mercato dei beni già in commercio 😀 è giusto? forse ho usato le parole sbagliate…

        il momento della speculazione sulle scorte mi è poco chiaro.

        quando il valore di mercato di un bene scende, ne accantono delle scorte, in attesa di vendere quando il prezzo sale. probabilmente è proprio l’accantonamento delle scorte a spingere in su il prezzo, facendo leva su una domanda maggiore dell’offerta…

        se ho farfugliato, è colpa del libro di jossa 😀

        dopo qualche ora di studio mi sento come john nash quando osserva i piccioni nel parco

        buonanotte, blog 😀

    • carlo panico ha detto:

      Scusate per il ritardo, sono stato fuori Napoli e ho potuto usare poco internet.
      Provo a rispondere alla domanda.
      Un’obbligazione ha un valore nominale, che è anche il valore di rimborso del titolo, supponiamo che questo valore sia pari a 1000 euro. Ha poi un valore (o prezzo) di mercato, che oscilla seguendo le fluttuazioni del saggio di interesse. Il titolo ha un tasso di interesse nominale, che in genere corrisponde a quello che prevale sul mercato al momento dell’emissione del titolo. Se, dopo l’emissione del titolo, si verifica una variazione del tasso di interesse, il prezzo di mercato dell’obbligazione varia. Se il tasso di interesse aumenta, il prezzo di mercato del titolo diminuisce e viceversa. Se il titolo è emesso a un tasso nominale del 10% e, in seguito, il tasso di interesse che prevale sui mercati diventa il 20%, non converrà acquistare i vecchi titoli (che rendono il 10%), ma quelli di nuova emissione (che rendono il 20%). Per questo motivo il prezzo di mercato dei vecchi titoli diminuirà fino a giungere a un valore che rende il saggio di interesse che si percepisce su di essi pari al 20%.
      Spero che questi passaggi siano chiari. Se non lo sono li riprendiamo a lezione o durante il ricevimento studenti. Per favore ricordatemelo per poterne riparlare.
      Un cordiale saluto e buon lavoro
      Carlo Panico

  23. Elvis ha detto:

    Buonasera prof. Panico,
    mi chiedevo se la possibilità di sostenere l’esame in prova scritta e orale è prevista solo a dicembre oppure vale anche per la prossima sessione?
    Cordiali saluti
    Elvira Mascolo

  24. gianmaria mazzaracchio ha detto:

    ed ecco che un quadrupede di scarsa levatura mentale ma di peso, eccome se di peso tra gli altri animali della fattoria, si tramuta in una riserva di valore durante i suoi anni “muggenti”: non che l’oro brilli per intelligenza… 😀

    sento odor d’oro nero: c’è qualche legame tra il riferimento alla speculazione sulle scorte e il mercato dl petrolio?

  25. gianmaria mazzaracchio ha detto:

    😦 come non detto…

    riappendo nell’armadio Nash con i piccioni e la mucca la chiudo in cassaforte (Carolina, rassegnati!) 😀

  26. gianmaria mazzaracchio ha detto:

    😦 a pag 124 del libro di jossa (edizione 2000), all’ultimo capoverso si legge che “quando il TASSO D’INTERESSE scende, i SALARI aumentano”: perché?

    nel paragrafo precedente si legge invece che quando i SALARI si riducono, il livello dei prezzi scende, la domanda di moneta si riduce e il TASSO D’INTERESSE diminuisce.

    professore, mi aiuta a capire? 😦

    • carlo panico ha detto:

      Le rispondo con ritardo. Mi scusi mi era sfuggito il suo commento.
      I due effetti emergono all’interno di due diversi modelli analitici. Quello riportato nel “paragrafo precedente” fa riferimento a un modello in cui i prezzi si determinano in base alla teoria del costo pieno. In esso il saggio di profitto è dato e constante. Quando i salari monetari diminuiscono il costo del lavoro per unità di prodotto diminuisce e, poichè il margine di profitto caricato sul cosiddetto “costo primo diretto” è costante, i prezzi monetari diminuiscono. Se il livello generale dei prezzi diminuisce il saggio di interesse (se usa un modello IS-LM) diminuisce. Sta muovendosi lungo una curva di domanda aggregata secondo la rinascita neoclassica (capitolo 14 del libro di testo).
      L’effetto di cui si parla a pagina 124 sta usando un modello analitico per la determinazione dei prezzi in cui il saggio di profitto non è dato, ma è inversamente collegato al saggio di salario reale. Questo modello rappresenta un’analisi di lungo periodo (si ocnsidera un punto del sentiero di equilibrio, per intenderci), diversa quindi da quella delle analisi IS-LM, che è di breve periodo (si considerano le fluttazioni cicliche intorno al sentiero di equilibrio, per intenderci). Nelle analisi di lungo periodo il saggio di interesse e il saggio di profitto devono muoversi nella stessa direzione. Quindi, se il saggio d’interesse scende, il saggio di profitto scende pure, e siccome c’è in questo modello una relazione inversa tra il saggio di profitto e quello di salario reale, il secondo sale.
      A presto
      Carlo Panico

  27. alessia ha detto:

    b.giorno prof,volevo chiederle una cosa k nn ho ben capito:perchè la domanda di moneta per fini speculativi diminuisce all’aumentare del saggio d’interesse?grazie mille,per l’eventuale risposta

    • gianmaria mazzaracchio ha detto:

      l’Associazione Pro Loco “Economia Politica” informa le vittime del virus “Domanda Speculativa” che in via “Senza Categoria” è stato attivato un centro di prima assistenza

      😉

      • lawandeconomics ha detto:

        Caro Gianmaria,
        se la sua preparazione in economia è pari almeno al 10% del suo talento come umorista, può essere sicuro che sarò in prima fila tra coloro che patrocineranno la sua candidatura al Nobel 2010! 😉
        Valerio Filoso

  28. Carlo Lambrusco ha detto:

    Gentile prof. Panico
    le volevo chiedere se qualora non si superi la prova d’esame a gennaio è possibile ripeterla a febbraio.
    Grazie

    • gianmaria mazzaracchio ha detto:

      è lo Stato di Fiducia che determina l’Efficienza Marginale

      😀

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      partecipa anche tu alla Lotteria dell’Esame ogni giorno da casa, visitando il sito http://www.lotteriadell‘esame.it

      • lawandeconomics ha detto:

        E tanto per curiosità, lei ha vinto parecchie volte a questa lotteria? 😀

      • gianmaria mazzaracchio ha detto:

        dottor Filoso,

        sono un’ombra in sciarpa e cappotto che ha vinto la Lotteria della Nascita: sono Scemo, Brutto e Antipatico, ma ho un tetto sulla testa e una Famiglia che mi è vicina con dolce e affettuosa rassegnazione.

        ho contribuito al Pil, acquistando una copia originale di “Jossa, Macroeconomia” e mantengo basso il Livello di Disoccupazione, frequentando l’università.

        se sosterrà la mia Candidatura all’Esame, avrà donato un sorriso al Comitato Genitori Scontenti.

        prometto di citarla nella mia Nobel Lecture su “il Terrorismo Cristiano: siamo nati LIBERI, non PECCATORI”

  29. Marco Gioia ha detto:

    Gentile Prof Panico
    Volevo farle
    Nel libro di Jossa nel paragrafo sulla legge di Okun si parla di FL, la forza lavoro disponibile, e la si inserisce nella formula

    X= Pgreco(1-u) h Fl

    che ruolo ha nella determinazione del reddito la forza lavoro disponibile che comprende sia i lavoratori occupati che quelli non ooccupati?
    perchè la si inserisce in questa equazione?

    grazie
    arrivederci

    • gianmaria mazzaracchio ha detto:

      in attesa della risposta autorevole del caro professor Panico, ti mostro una possibile direzione, sperando di non portarti fuori strada!

      u è il tasso di DISOCCUPAZIONE

      (1-u) è il tasso di OCCUPAZIONE …se posso usare questa espressione! 😀

      se u è 10%, (1-u) è 90%

      FL è la Forza Lavoro disponibile sul Mercato

      (1-u) FL è un’espressione che indica la quantità di Forza Lavoro occupata

      quando FL aumenta, il valore dell’espressione (1-u) FL aumenta

      se FL aumenta e passa da 100 a 1000, il 90% di 1000 sarà maggiore del 90% di 100

      p grego indica la Produttività Media Oraria del Lavoro

      h indica il numero medio delle ore lavorate.

      queste ultime due variabili, combinate insieme, ci danno il valore della Produttività Media delle ore di lavoro effettivamente svolte

      X è la Produzione Globale

      infine riunendo i dati dell’analisi in un’unica formula, otteniamo che la Produzione Globale è uguale al prodotto tra la Forza Lavoro Occupata e la Produttività Media del Lavoro

      mi fermo qui.

      Insonnia, da Vizio Privato a Pubblica Virtù 😀

      la ONLUS “Economia Politica” ti saluta

      • Marco Gioia ha detto:

        Grazie gianmaria,
        mi sembra che adesso mi sia abbastanza chiaro.

        vedo che abbiamo in comune un’altra cosa oltre alla incomprensione dell’economia politica, anche se l’insonnia è da considerarsi pubblica virtù comunque: abbassa la produttività marginale del lavoro, quindi abbassa i salari e favorisce l’occupazione in una visione neoclassica. Da qui il famoso slogan: dormire meno , lavorare tutti.

      • gianmaria mazzaracchio ha detto:

        direi che l’INSONNIA di un Lavoratore, quando ne abbassa la Produttività Marginale in Termini Fisici, portandola al di sotto del Salario Reale, può essere Causa di Licenziamento 😀

        il buon sonno, allontana la DEPRESSIONE (pubblica e privata) e migliora la QUALITA’ della Vita 😉

      • lawandeconomics ha detto:

        Come viatico per una buona e serena notte, anche io, prima di andare a dormire, devo leggere il messaggio serale di Gianmaria. E’ un rito al quale non rinuncio, un po’ come avveniva per il Carosello vari anni fa, e un po’ come avviene oggi per i Teletubbies che guarda mio figlio…
        GRAZIE!

  30. rita ha detto:

    salve a tutti! 🙂
    gentile prof….o gentili studenti….sapreste spiegarmi l’andamento della curva di offerta di una singola impresa….dal libro di micro nn è mi è molto chiaro!….dice che questa curva coincide con la curva del costo marginale dell’impresa….che ha una forma simile ad una U e mi è chiaro il motivo!…ma come si spiega allora il tratto orizzontale della curva di offerta?……(mi è chirao anche il fatto che a prezzi piu’ bassi del costo medio piu’ basso possibile dell’impresa nn c’è offerta da parte di questa..cioè non le conviene produrre, ma forse sono i dati del grafico che mi portano fuori strda! nn so…)
    grazie in anticipo per il vostro aiuto……:)

    • gianmaria mazzaracchio ha detto:

      se ti riferisci alla curva di offerta di BREVE PERIODO di un’impresa in CONCORRENZA PERFETTA, la risposta è nella tua domanda:

      “a prezzi più bassi del costo medio più basso possibile, NON C’E’ OFFERTA” :p

      il “costo medio più basso possibile” è il COSTO MEDIO VARIABILE, che è inferiore al COSTO MEDIO o UNITARIO.

      il COSTO UNITARIO è CT/Q = CF/Q + CV/Q

      il COSTO MEDIO VARIABILE è CV/Q

      la curva del COSTO MEDIO VARIABILE è più bassa della curva del COSTO UNITARIO, perché i COSTI TOTALI sono uguali alla somma di COSTI VARIABILI e COSTI FISSI e poiché i COSTI FISSI sono costanti, le due curve sono parallele.

      ti aiuterebbe nella comprensione disegnare le curve del COSTO UNITARIO, del COSTO MEDIO VARIABILE e del COSTO MARGINALE.

      il tratto della curva del COSTO MARGINALE che si trova al di sotto della curva del COSTO MEDIO VARIABILE non compare nella curva di OFFERTA dell’impresa, perché “a prezzi più bassi del costo medio più basso possibile, NON C’E’ OFFERTA” :p

      …Rita, se ho fallito, m’inginocchierò sui ceci 😀 ciao

      • rita ha detto:

        si ho capito grazie all’ultimo periodo della tua risposta!! 🙂
        grazie mille gianmaria……
        a presto….

  31. marinella ha detto:

    Ciao,
    ho prenotato l’esame nella sessione straordinaria il 18 di marzo, e mi chiedevo leggendo le FAQ l’esame sara’ struttuirato in due prove |Orale e scritto? Oppure sara’ unica seduta? grazie grazie a chi mi sapra’ rispondere…ciao ;))

  32. Marco Giioia ha detto:

    prof. panico e dott. filoso
    ho sostenuto l’esame a febbraio, ma mi diverter l’idea di usare ancora questo blog, che mi è sembrato tra le cose più intelligenti e piacevoli chew ho visto a giurisprudenza.
    dopon gli elogi volevo chiedere un consiglio su un articolo chiaro e accessibile ad uno studente che conosce poco la materia su quello nche sta succedendo in grecia e in europa in generale. o anche un post-spiegazione sarebbe bello.
    I giornali dicono che crollano le borse o che sarannon fatti aiuti ma spiegano poco (almeno quelli che com pro io(repubblica) su quello che accade a livello macroeconomico e sulle cause e sui rimedi.
    Ciao a tutti e grazie
    Marco Gioia

  33. lawandeconomics ha detto:

    Caro Marco,
    grazie per il tuo intervento. Sul caso della crisi greca, eccoti un link a un articolo di Michele Boldrin, economista della Washington University a St. Louis:
    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Crisi_finanziaria,_versione_2.1#body

    • gianmaria mazzaracchio ha detto:

      i Forti di Oggi sono i Deboli di Domani:

      ieri i Greci dominavano il Mondo, oggi il Mondo domina i Greci 😦

      c’è un Debito di Riconoscenza che si paga al Sommo Creditore (o Creatore?).

      quando manca una Riserva di Gratitudine, il Sommo Creditore colpisce e affonda.

      la Grecia sta affondando nel Mare dei Debiti perché non ha onorato il suo Patto col Sommo Creditore.

      dura lex, SAD lex 😀

      • lawandeconomics ha detto:

        La dura lex è quella del vincolo di bilancio intertemporale, cioè dell’impossibilità di fare i furbi per troppo a lungo, come è capitato di fare non solo ai greci… 🙂

      • gianmaria mazzaracchio ha detto:

        pubblicità

        OGGI al CINEMA

        “Cciù!” – lo Starnuto, parte seconda

        il dramma epico di una Grecia malata.

        ( dal “chew” di Marco Gioia 😀 )

  34. gianmaria mazzaracchio ha detto:

    un rumore di Chiavi e la Porta della Vita si chiude già.

    non c’è Paradiso, ma un grande Cinema, dove ognuno di Noi è il suo Film.

    e quella Luce in fondo al Tunnel, solo una vecchia lampada a gas.

    ciao, Sara.

    le tue Speranze, appese al muro tra poster di canzoni e fotografie, ricorderanno al Mondo chi eri.

    😦

    la mia economia oggi si ferma qui.

    buon anno, blog.

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